Archivo de Julio de 2008

Curiosidades de la musica y la historia

Martes, 29 de Julio de 2008

Giuseppe Verdi e il Risorgimento: Un ballo in maschera

. L’opera Un ballo in maschera, del 1859, su libretto di Antonio Somma. Inizialmente si intitolò Una vendetta in domino, ma venne subito censurata da Napoli, che l’aveva commissionata. Il motivo della severa opposizione risiede nel soggetto. Un marito che si crede tradito uccide il presunto rivale, un re, durante un ballo in maschera. Ciò per i Borboni era troppo oltraggioso. Si apre un contenzioso che Verdi supera introducendo alcune modifiche: la figura di Gustavo di Stoccolma viene sostituita con quella meno compromettente di un governatore del Massachusetts, il Conte di Warwick. L’opera viene “acquistata” da Roma nel 1859 e diviene subito popolare. Il popolo italiano si sente sostenuto dalle scelte poetiche dell’opera verdiana. Il motto “Viva V.E.R.D.I.” - Viva Vittorio Emanuele Re d’Italia - lo testimonia ampiamente. Dalla musica alla storia. Cavour propone la candidatura di Vittorio Emanuele II, piemontese, come Re d’Italia, e chiede il sostegno di Napoleone III per liberare l’Italia dagli austriaci. L’Austria attacca il Piemonte e la Francia interviene. Vittorio Emanuele e Napoleone III entrano a Milano. Vittorie di Solferino e San Martino contro gli austriaci. Ma Napoleone III, all’insaputa degli italiani, firma a Villafranca un concordato con l’Austria: la Lombardia è annessa al Piemonte ma il Veneto resta all’Austria. Infine, Cavour propone il plebiscito. Nel frattempo Garibaldi, senza l’aiuto di alcun esercito, conquista tutto il sud dell’Italia e lo consegna a Vittorio Emanuele II. Al primo Parlamento italiano, nel 1860, Vittorio Emanuele II viene proclamato Re d’Italia. Verdi viene eletto deputato, su invito di Cavour, del borgo di S. Donnino, oggi Fidenza, carica che esercitò con grande attenzione.

Grazie Sergio. Grandissimo

Viernes, 25 de Julio de 2008

Asi nos representan

Viernes, 25 de Julio de 2008

Leyendo las declaracioes del senador Mantica, despues de su visita a Buenos Aires, debo decir que sentí un poquito de verguenza ajena.
Como es posible que nuestros representantes nos hagan pasar estos papelones. Para que se postulan, para que siguen inventando comisiones si su unico interes, aparentemente, es hacer turismo y no les importa nada de nuestra problematica, si no son capaces de unirse para presentar nuestras necesidades.

Veamos que decia el senador:

“Io ho molto rispetto per gli eletti all’estero e per le difficoltà che devono affrontare e mi rendo conto che la rappresentanza degli interessi del territorio di cui sono espressione è una cosa da inventare ogni giorno. Credo comunque che gli eletti all’estero debbano trovare all’intero del sistema Italia una allocazione dei loro interessi territoriali e morali. Non va poi dimenticato il problema del rapporto dei parlamentari con il Cgie. Il Consiglio Generale vuole promuovere un’indagine conoscitiva sulla rete consolare ed ha tutto il diritto di farlo. Per legge devo riferire al Cgie su questo argomento, ma la rete consolare interessa anche gli eletti all’estero. Io però non posso riferire queste informazioni due volte e tanto meno avere, per esempio, un parere negativo dal Cgie e positivo dagli eletti all’estero, anche perché alla fine non si sa chi abbia l’autorità per dialogare con il Governo. Ho sollevato questo problema, ora spetta a loro risolverlo. I parlamentari devono svolgere un importante ruolo anche per la riforma del Cgie e dei Comites. E’ un tema che hanno sul tappeto anche se mi pare ovvio che il rapporto tra parlamentari e Cgie non sia tra i più felici. Vi sono eletti all’estero che sono anche membri del Cgie. Non sono incompatibili per legge, ma io ho posto ai parlamentari un problema di rappresentanza. Dobbiamo dunque dare un senso all’elezione dei parlamentari della circoscrizione Estero e alla grande battaglia portata avanti da Tremaglia.”

Perdon Doctor

Lunes, 21 de Julio de 2008


Este 29 de julio se cumplen 8 años de su viaje. No tenia la oportunidad de haberle pedido publicamente perdon, y ahora que tengo este medio lo hago: PERDON DOCTOR.
Por Dios, no olvidemos sus enseñanzas, ganemos un poco de tiempo y veamos nuevamente la entrevista que le hizo otro grande, “Cacho” Fontana en Cronica,
Si un pais puede hacerle tanto mal a un hombre como Ud. entonces quiere decir que es un pais muy enfermo, lastima que ya no esté con nosotros para curarnos.

Un pezzo memorabile

Sábado, 19 de Julio de 2008

La democrazia: è una truffa?

Viernes, 18 de Julio de 2008

Excelente editorial de Ernesto Galli della Logia, en el Corriere della Sera del domingo 13 ppdo., a raíz de lo sucedido algunos días atrás en Piazza Navona, Roma, donde ni el Papa ni el Presidente Napolitano se salvaron de los insultos de los “moralistas†de la izquierda.
El editorialista hace referencia que esto está sucediendo en Italia con estos grupos, pero yo creo que no es una exclusividad italiana, si lo sabremos por aquí en Argentina.
Solo incluiré aquí algunos párrafos mas sobresalientes de dicho artículo, pero quienes quiera leerlo en forma completa pueden recurrir al archivo de editoriales del mencionado diario.
Los párrafos son los siguientes:
“È un demone antico quello che martedì scorso è rispuntato sul palco romano di piazza Navona. È il demone che spinge di continuo una parte di Italiani a credere non solo che il proprio Paese è governato (o può esserlo da un momento all’altro se vincono gli «altri») da una masnada di furfanti corrotti, ma che questi furfanti, in fondo, non sono altro che il vero specchio del Paese, o meglio della sua maggioranza. È il demone, appunto, del moralismo divisivo: cioè dell’idea che l’Italia non è un solo Paese, con propensioni, aspetti, caratteri buoni e cattivi, intrecciati inestricabilmente in tutte le sue parti e in certa misura dentro ognuno di noi. No, l’Italia sarebbe invece un Paese con due anime, due morali, addirittura due popoli di segno opposto. Da una parte gli Italiani cattivi (per natura reazionari, prevaricatori e imbroglioni) e dall’altra invece gli Italiani buoni (altrettanto naturalmente democratici, rispettosi della legge e attenti al bene pubblico). Da una parte insomma l’Italia maggioritaria moralmente grigia; e di fronte, a cercare di contrastarla, quella che ama definirsi «l’altra Italia», irrimediabilmente di minoranza.
La rappresentazione di questo modo di vedere le cose è andata in scena nel modo più evidente sul palco di Roma: dove è apparso chiaro, per l’appunto, che l’essenziale era urlare a squarciagola che Berlusconi incarna il massimo degli obbrobri possibili. Dimenticando però che, proprio se un simile figuro non ha dalla sua nessuna buona ragione, tanto più allora vi devono essere però delle buone ragioni se una maggioranza di Italiani lo ha votato. Ma il moralismo serve appunto a vanificare ogni questione politica di tal genere: la maggioranza degli Italiani ha votato Berlusconi? E che problema c’è? Vuol dire che sono fatti della sua stessa pasta, è la prova che sono dei furfanti come lui.”…..
“…Se infatti l’Italia che politicamente non ci piace è fatta di gente moralmente ottusa guidata da un malandrino, è ovvio che la sola possibilità è una lotta all’ultimo sangue, muro contro muro, senza alcun compromesso immaginabile, mai. E se poi si dà il caso che quell’Italia così detestabile vince le elezioni, allora è inevitabile convincersi che la democrazia, un sistema che permette cose simili, in realtà è niente altro che una truffa. Ma è questo che conviene davvero alla sinistra?”

Y si hacemos lo mismo…motivos no nos faltan…

Miércoles, 16 de Julio de 2008

Interesante noticia de lo que hacen ciudadanos italianos que no quieren ver como se los manosea.
Y no estamos hablando de algo que sucede en un pais de Latinoamerica, esto sucediò en SUIZA, si señores, pegadito a Italia, en un paìs del primer mundo muchisimo mas chico que Argentina. Y nosotros soportamos pacificamente que se cierren nuestros consulados en un paìs infinitamente mayor que Suiza.
“… in riferimento all’occupazione simbolica dei consolati di Basilea, Berna, Ginevra, Losanna, Lugano, Zurigo, San Gallo, e delle agenzie consolari di Coira, Neuchâtel, Sion e Wettingen, contro la terza fase della ristrutturazione della rete consolare, che prevede, tra le altre cose, la chiusura del consolato italiano di Berna. Quest’ultimo verrà infatti accorpato alla cancelleria dell’ambasciata.”

Un Estadista reconoce sus errores…

Domingo, 13 de Julio de 2008

Da L’ISTRIA DELL’ESODO di P. Flaminio Rocchi
Roma nutriva forti sospetti e con la circolare 224/17437 del 15 maggio 1949 il Ministero dell’Interno ha ordinato alle Questure di fare per ogni profugo “una scheda segnaletica con fotografia e con le impronte digitaliâ€.
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Da L’ESODO DEI 350MILA GIULIANI FIUMANI E DALMATI di P.Flaminio Rocchi
(De Gasperi) Accettò la circolare del ministro Scelba che aveva sottoposto tutti i profughi alla registrazione delle impronte digitali perché politicamente sospetti. Poi ordinò al ministro di ritirarla dietro la protesta di Mons. Radossi.
(Mons. Radossi) Un giorno del giugno 1949 un brigadiere e due carabinieri si presentano a Spoleto all’arcivescovo Radossi. Mentre un carabiniere porge un tampone imbevuto d’inchiostro, il brigadiere invita l’arcivescovo a intingere il pollice perché il Ministro dell’Interno aveva ordinato la schedatura segnaletica, con fotografia e con impronte digitali, di tutti i profughi giuliani. L’arcivescovo sorride, poggia una mano sulla spalla del brigadiere e dice: “buon uomo, dirai al tuo tenente che, essendo io un arcivescovo, era lui che doveva venire da me e non imporre a te questo gesto antipatico. Gli dirai, inoltre, che se il ministro dell’interno vuole informazioni e garanzie sul mio conto, le chieda al Presidente della Repubblica al quale io, come prescrive la Costituzione, ho giurato fedeltà prima di accettare la sede di Spoletoâ€. È un episodio amaro e offensivo tanto che il 15 giugno 1949 Mons. Radossi scrive a De Gasperi, Presidente del Consiglio dei Ministri, la seguente lettera: “vengo a sapere proprio in questi giorni che il Ministro dell’interno (Mario Scelba) con la circolare del 15 maggio 1949 N. 224/17437 ha ordinato a tutti gli uffici politici delle Questure di effettuare al più presto un accertamento individuale di tutti i profughi giuliani e dalmati residenti in Italia, istituendo per ognuno una scheda segnaletica con relativa fotografia ed impronte digitali. Qui ci troviamo di fronte ad un fatto inspiegabile. Vostra Eccellenza nel discorso tenuto recentissimamente a Trieste ha detto: «gli Esuli Istriani portarono in tutte le terre d’Italia l’esempio del loro eroico sacrificio» e il Suo Ministro adotta una misura che si traduce in un atto di sfiducia umiliante nella forma più cruda per chi ha già tanto sofferto. La prego di provvedere al ritiro immediato della suddetta circolare che, riconfermata, rivelerebbe mancanza di tatto politico e specialmente di carità evangelica non compatibile con un governo democristiano. La prego, inoltre, di non nominare noi poveri Esuli Istriani nei Suoi discorsi: il commento migliore al nostro profondo dolore è il silenzio. Mi creda di Vostra Eccellenza Illustrissima dispiacentissimo. Fra Raffaele Radossi Arcivescovo di Spoleto e profugo Istrianoâ€. De Gasperi, arrabbiatissimo, fa ritirare subito la circolare e manda una lettera di scuse a Mons. Radossi.

Como siempre… Tus errores los pago yo(2)

Miércoles, 9 de Julio de 2008

Por qué si un pensionado INPS, TODOS LOS AÑOS, a la semana de recibir los formularios solicitando la declaración de réditos correspondientes, se dirige al Patronato para su presentación, luego de tres años se le informa, con fecha 07/12/07, que por un error de cálculo de su pensión de los años 2004-2005, resulta que ahora tiene una deuda de 1217.46 euros y en consecuencia verá reducido su haber actual hasta saldar dicha deuda.
Se podrían haber tomado un poquito mas de tiempo para hacer las correcciones.
Una pregunta: en los años 2006-2007 se habrán equivocado también? Cuando lo dirán? Muchachos del INPS, apurense, porque si siguen tardando así es muy probable que por la ley de la vida no tengan a quien cobrarle esas deudas.
No obstante la bronca que esto genera en personas de avanzada edad, el pobre pensionado, a pesar de sus 85 años y mas de una hora de viajes, vuelve al Patronato para solicitar alguna información al respecto y se le dice que no se preocupe, que ellos harán una nota de reclamo al INPS, que él deberá enviar, a SU COSTO, con aviso de recepción y que espere la respuesta. Esto se hizo con fecha 06/02/08.
En el mientras tanto, recibe otra nota, con fecha 21/04/08 en la que ahora le dicen que su deuda es de1358,22 euros. En que quedamos señores, antes era de 1217 y ahora de1358 euros. Otra vez se equivocaron? Cuánto se debe en realidad?
En lo que si no se equivocaron ni olvidaron es en haber reducido la pensión tal como lo habían anunciado.
Y la respuesta a la carta enviada, cuando llega? Y el Patronato, cuando se dignará informar que fue lo que ha sucedido?.
Pero bueno, no todas son malas noticias. Pensando haber recibido respuesta al reclamo, el pensionado se anoticia, con nota del INPS del 03/04/08, que con los haberes del mes de julio-08, se le pagaría también la famosa “quattordicesima”. Al fin una buena noticia dijo el pensionado….pero SORPRESA, cuando va a percibir su pensión del mes de julio, la “quattordicesima”no aparece, el banco no tiene noticias.
Me parecen muchos errores para una sola persona y todas del mismos organismo.

Como siempre… Tus errores los pago yo(1)

Miércoles, 9 de Julio de 2008

Porque si el Consulado General de Italia en Buenos Aires, luego de cierres de Vice-Consulados, mudanzas, digitalización de carpetas, etc., pierde en esas idas y vueltas un documento importante y fundamental, debo ser yo el que se tenga que molestar, perder días de trabajo y dinero para reponerlo, y no acepta fotocopia del que hubiera digitalizado si no lo hubiesen extraviado. Ni siquiera son capaces de tomarse la molestia de revisar la carpeta para ver si se ha extraviado o simplemente olvidado de digitalizar. Marche preso y consiga uno nuevo.
Yo entiendo que estamos en la era de la computación, y lo que no está en la computadora no existe, pero me parece que no hay que ser tan fundamentalistas, podrían reconocer que cometieron algún error.
Veamos como sucedieron los hechos:
Debiendo hacer mi pasaporte y cumpliendo con todos los requisitos solicitados, con fecha 21/01/86 retiro de la Cámara Nacional Electoral, el certificado donde consta que no soy ciudadano Argentino. Presento dicho documento en el Consulado y el mismo, con fecha 11/02/86 me expide el correspondiente pasaporte solicitado. Debo suponer que en ese momento obraba en poder de la autoridades consulares dicho documento, de lo contrario supongo no se me habría dado el pasaporte.Notemos que entre la fecha del certificado de la Cámara Nacional Electoral y la del pasaporte pasaron menos de 20 días.
Desde esa fecha, regularmente vengo renovando mi pasaporte sin que en ningún momento se haga ninguna observación. Tampoco fue objetada mi ciudadania italiana ( ACLARO QUE NACà EN ITALIA) cuando en el año 2004 integré una lista para las elecciones del COMITES; estoy inscripto en el AIRE, recibo regularmente los pliegos para votar y voto y he sido avalista de una lista para las elecciones de parlamentarios del 2008.
Y entonces señores funcionarios Consulares, porque ahora que debo realizar otro tramite, me encuentro impedido de hacerlo porque dicen que falta dicho certificado. Porque no tienen la predisposición para revisar los papeles de mi carpeta para ver si no olvidaron digitalizarlo. Porque no aceptan la fotocopia, que prudentemente conservé?
Claro, la respuesta obtenida es que ese papel tiene más de 10 años y ya no sirve, debo solicitar uno nuevo.
Pero estimados burócratas, no se dan cuenta que si no lo hubiesen extraviado u olvidado de digitalizar, en mi carpeta digital se encontrarían con un certificado de 1986. Y en ese caso, SIRVE O NO SIRVE?